Avrete notato tutti che sono recentemente intensificate le comunicazioni consiliari di vario genere (progetti, newsletter, ecc)
E’ assolutamente singolare che questa furia comunicativa (quasi assolutamente assente nei primi mesi della gestione del nuovo consiglio) sia esplosa in curiosa coincidenza temporale con lo scandalo del comunicatore Milita ed a pochi giorni dalle elezioni dei delegati
E’ stato detto che il comunicatore è oggi uno strumento essenziale per tutelare l’avvocatura nei rapporti con i media.
Vista l’inesistenza di una anche solo accennata iniziativa in tal senso , udite udite nemmeno quando è stato attaccato il Presidente in persona, non sarà che il comunicatore – che paghiamo tutti – è destinato ad essere sfruttato solo per fare bella l’immagine del consiglio ed in particolare del suo presidente?
Specialmente quando i fatti hanno dimostrato che i mirabolanti risultati di Mauro Vaglio non erano dovuti a sue doti personali ma alla conduzione di una efficace veicolazione della sua immagine in seno specialmente ai giovani avvocati, più bisognosi di speranze (poco importa che siano illusorie).
E’ lecito quindi pensare che l’attuale bombardamento di comunicazioni non sia altro che una trovata del custode dell’immagine-Vaglio per coprire le sue magagne (nonché i suoi privilegi acquisiti) e precostituire un argomento a favore nell’oramai serpeggiante disappunto verso il suo socio.
Ed ancora: non basta cambiare il nome da commissione a progetto per creare dei centri di raccolta di consenso (considerato l’enorme numero di persone coinvolte nei c.d. “progetti” tematici del consiglio da far impallidire le sotto quest’aspetto modeste precedenti commissioni consiliari).
Così come non basta rinnovare lo storico logo del Consiglio, orgogliosamente immedesimato nell’austera immagine di Cicerone, per sostituirla con un’immagine stilizzata.
I nodi vengono sempre al pettine.